Avevo 16 anni quando tutto è cominciato. Eravamo in vacanza insieme, con le rispettive famiglie, e lui mi invitò a fare una passeggiata.
Seguirono telefonate, regalini, ricariche per farmi stare zitta. E poi veniva a prendermi anche sul tardi quando uscivo con le amiche, cosa che mio padre non faceva. Mi faceva sentire una donna: diversa, più grande, lusingata, di una bellezza che i miei compagni che mi prendevano in giro sembrava non riuscissero a percepire.
Mi diceva che era normale, che tutti i suoi colleghi, se pur sposati, avevano storie con delle ragazzine. Aggiungeva che lui mi amava, e che stava con la moglie – sorella di mia madre – ormai solo per affetto, e che nessuno avrebbe potuto dividerci.